Il buio, la luce.

Mercoledi, 9° dicembre 2009 @8:18

"La tua preghiera.
Quella che pronunciasti
per una persona sofferente.
Il buio era il suo mondo,
così chiudesti stretti gli occhi per entrarvi".
(Charles Simic)
La mia preghiera. Quella che pronuncio per te. Ma non è fatta di parole: è fatta di abbracci. Per te, nel buio: il buio della tristezza, dello sconforto, della malattia, del dolore. Anch’io ho paura, sai. Chiudo gli occhi per entrare, ed abbracciarti.

(E' una parola che non sono quasi più abituata a usare: pregare. La mia preghiera, le nostre preghiere. Parole per passare dal buio alla luce. I versi che ho scelto per la rubrica di City di oggi, 9 dicembre, sono del poeta americano – ma nato a Belgrado - Charles Simic, e sono tratti da "Club Midnight", Adelphi).

10 commenti
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lettrice | Sabato, 12° dicembre 2009 @22:01

Poesia che lascia una traccia, che hai vissuto o che vivi...
Parole preziose di cui si è quasi perso traccia.
Si legge volentieri come una luce che aiuta ad affrontare una giornata buia.

Anonimo | Giovedi, 10° dicembre 2009 @15:58

... e nel tuo abbraccio compresi ... quanto luminoso fosse sempre stato quel mio mondo buio ...
Giovanni

Claudia mdg | Giovedi, 10° dicembre 2009 @14:35

Per Aferdita, guarda che tu ci porti una ricchezza davvero grande con la tua esperienza di vita e la tua sensibilità,grazie di condividere con noi i momenti belli e quelli tristi!

LISA | Giovedi, 10° dicembre 2009 @9:01

Buongiorno AMELIE che ama i treni, ma ti firmi così in omaggio al film? Il favoloso mondo di Amélie... Forse bisognerebbe rivederlo, per ritrovare quello sguardo magico, ora che è quasi Natale.

amèlie. | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @23:09

grazie.

cercavo di scrivere qualcosa, ma mi sono persa nelle tue parole. oggi che ho scoperto di amare i treni e la loro impermanenza assoluta.
è un giorno da rifare.
aspetto il buongiorno di domattina.
un sorriso

aferdita | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @22:36

E che dire ancora su l'incontro. Da parte mia vi dico un grazie infinite, che ci sei stata, Lisa, che ci siete state e organizzato tutto. E stato tutto bello ed emozionante. E passato quasi un anno da quando ho scoperto questo blog, e oggi vi posso dire che dopo un anno mi sento più "ricca" .Ho conosciute tante persone nuove, ho letto tantissime cose belle .Ho conosciuto personalmente te, Lisa ,ho conosciuto Paola, Claudia, Lila, Alessandra, Ilaria. Ho trovato le persone che , con la loro accoglienza mi hanno insegnato che ci sono cose nella vita come l'amore per la poesia e per la letteratura che battono le barriere di diversità della lingua e cultura.
Grazie a tuoi consigli Lisa, ho scoperto autori nuovi come la Berberova e Sgabò che mi sono molto piaciuti, ho scoperto altri poeti e ho letto un sacco di belle cose. Poi grazie al invito di Claudia ho scoperto il gruppo di lettura, il piacere di leggere e confrontarsi con i altri. Mi dispiace solo di non avere tanto tempo per leggere a disposizione, per camminare a pari passo con loro.
Poi ho conosciuto pure il blog delle castellane che li lego sempre, ma che per delicatezza non scrivo, perché rispetto il loro spazio di sfogo. Spero presto di conoscere anche Stella e Emma. Per cominciare la regalo alla mia amica per Natale, con la speranza di non mettere il dito nella piaga che sanguina. Spero che le cose da fare a Roma ti siano rimaste, e cosi puoi tornare di nuovo per stare a chiacchierare con noi, magari per il tuo prossimi libro. Sei sempre benvenuta.

aferdita | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @21:38

Anch'io purtroppo non so pregare. Dico purtroppo, perché mi sarebbe piaciuta saper pregare, per trovare la forca per agire quando ce bisogno, oppure aiutare chi ne ha più bisogno. Sono nata e cresciuta in un paese ateo, e da grande non ho potuto credere al buio, cercavo tante risposte che non li ho avute. Ma io ho il mio modo di pregare che è stare vicine alle persone che hanno bisogno, abbracciarli e fargli sentire il mio affetto, offrirli una spalla su qui appoggiarli e piangere nel caso di bisogno. E oggi la mia preghiera è per Lila che ha ancora bisogno e per una mia amica che sta lottando contro un male che non perdona facilmente. A tutte due vorrei dire di non arrenderle mai.

claudia mdg | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @20:34

Oggi sono stata da Lila, e le ho portato i ritagli degli ultimi buongiorno: il primo era quello di oggi. Antonella mi ha scritto su un foglietto un ringraziamento per te, ora lo trascrivo.

Per Lisa.
Grazie per la poesia di oggi ma soprattutto per il tuo commento. Mette in luce la tua semplicità e la tua profondità di spirito. Ti mando un abbraccio anche io e ti giuro che appena posso riscriverò nel tuo blog, fuori dal buio.
Lila

Miriam | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @19:56

Cara Lisa, grazie per queste parole, le sento particolarmente vicine a me in questi giorni in cui ho perso una persona cara e consolare chi resta è difficile, talvolta più doloroso della perdita di chi non c'è più..

Aria | Mercoledi, 9° dicembre 2009 @8:58

Cara Lisa, entro stamattina nel tuo blog e leggo questo brano di poesia...proprio mentre pensavo con tristezza ad un'amica che stà affrontando il cammino tortuoso della malattia. Cercavo il modo per entrare nel suo campo visivo e farle capire che ci sono e ora queste parole... La poesia a volte è anche un'ancora di salvezza.

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.