Il matrimonio, e`una traduzione.
Venerdi, 27° novembre 2009 @8:26
"Gli aveva chiesto: dimmi di quando saremo sposati. Lui, come sempre, le aveva detto: allora saremo sempre felici. Non era molto loquace, Giovanni; ma lei, con quel filo gettato, seguitava a ricamare nell’immaginazione. Capiva che sposarsi non voleva dire solo incontrarsi, come adesso facevano; voleva dire tradurre in realtà quella parola, famiglia, che fino allora le era sembrata astratta, come la parola poesia".
(Alba de Céspedes)
Il matrimonio, è una traduzione.
(Lo so che quella virgola è grammaticamente sbagliata: ma mi piaceva, come un sospiro, un respiro, dopo la parola matrimonio. La frase di oggi è tratta da un racconto di Alba de Céspedes scritto alla fine degli anni Quaranta, che si intitola "La sposa"; fa parte della raccolta "Invito a pranzo", un vecchio libro Mondadori. Una scrittrice purtroppo dimenticata: per conoscerla meglio, per saperne di più, andate al mio post del 29 ottobre).
Ieri era Thanksgiving. Una delle piu`belle feste americane: fermarsi, nelle vite troppo di corsa, e rendere grazie. Ieri, come dicono gli americani, I counted my blessings. Piccolo esercizio di gratitudine: perche`tutti abbiamo qualcosa di cui rendere grazie. Non dimentichiamolo.
LISA | Lunedi, 30° novembre 2009 @19:20
Ancora per Miriam: ma la Libreria Pagina Dodici è a Verona? Se questo è il link giusto, troppo carina...
http://paginadodici.blogspot.com/
LISA | Lunedi, 30° novembre 2009 @10:49
Per MIRIAM: l'Autrice va (volentieri) dov'è invitata, quindi certo, adoro le piccole librerie! Per GIUSEPPE: sono d'accordo con il messaggio qui sotto. Per favore, scrivi di meno, e in ogni caso scrivi in maniera più chiara, davvero non ti si capisce. O forse scrivi solo per te? Allora, però, non scrivere qui...
lascociata | Domenica, 29° novembre 2009 @17:45
Per Giuseppe : Li può rendere più chiari i suoi post per favore, perché scrivi tanto ma purtroppo non fa capire un bel niente? Puoi essere anche un grande poeta ma scritte in questo modo nessuno ti capisce. Grazie in anticipo!
giuseppe | Sabato, 28° novembre 2009 @18:04
mediugorie in un evento televisivo
talvolta la scienza
può apparire nelle vesti
di una seducente fanciulla
panacea di tutti i mali
come in una interessante trasmissione televisiva
Mistero
che ho visto l'altro giorno.
Potremmo pensare ad ogni vicenda dellal vita
come a un miracolo
e quello di mediugorie veniva presentato
con le immagini dei fanciulli e delle veggenti
sin da quando La Signora in grigio
con qualche raggio dorato
apparve loro non più distante di una nuvola.
Lassù sulla collina
una croce blu si poteva raggiungere
camminando su sassi scoscesi
e avvicinarsi a un mare di nuvole
che rimaneva aggrappato al cielo più grande.
Scorrevano i filmati
come se i macchinari volessero misurare il miracolo
e le telecamere cogliere l'estasi
Ma a sorprendere era il fatto che simultaneamente
i veggenti cadevano inginocchiati e in preghiera
e a scorrere non era il tempo interiore dell'anima
ma il tempo del mondo.
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
giuseppe | Sabato, 28° novembre 2009 @11:09
buona domenica ai lettori e alle terrici di Lisa,
se interessa la storia repubblicana leggere il mio blog
leggi Lotta continua e noi
Miriam | Venerdi, 27° novembre 2009 @18:41
Ciao, Lisa, hai proprio ragione a ricordarcelo: "tutti abbiamo qualcosa di cui rendere grazie"...per fortuna che ci sei tu!
preziosa, sensibile, speciale, nostra Lisa... e se non riesco a venire ad una tua conferenza a MI o a Roma (vivo in Veneto), potrei invece riuscire a portare TE da noi, nella nostra piccola e speciale Libreria, che organizza tabti incontri e readings (per chi ne avesse voglia: Libreira PaginaDodici, klikkate su google e trovate il link): sarebbe davvero bello, che ne dici, Lisa?
Un abbraccio e buon w-end a tutte/i.
giuseppe | Venerdi, 27° novembre 2009 @11:59
in attesa di qualche matrimonio
una disgressione sociale per la giornalista lisa corva di City
Quando ero agente educatore di un carcewre minorile beneventano
tentai con la mia ribellione giovanile di liberare le ali ai ragazzi reclusi-finendo anch'io 'prigioniero'.
forse anche dei miei sogni?
più recentemente frequentai il monticello di bellona -luogo del disagio psichico che vogliono chiudere per mora lasciando all astrada o ai tempi vuoti diun appartamento quei ragazzi-come scrive il direttore Franco Falco di Dea Noitizie.
leggi articolo Solidarietà agli amici de Il Monticello.
ho scritto una lettera di solidarietà a Dea Notizie e a La Gazzetta di Casetrta-
ma anche se Il Quotidiano di caserta mi pubblicò una trentina dilettere 2005/6
i giornalisti casertani non mi amano troppo
nè io più loro-ma nessuno può imprigionare gli aquiloni.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

