Sottolineature.
Giovedi, 12° novembre 2009 @9:14
"E’ strano: la nostra vita intima è ciò che più conta per ognuno di noi, eppure dobbiamo sempre fingere di viverla senza quasi avvedercene, con disumana sicurezza".
(Alba de Céspedes)
Forse a questo serve la poesia, anche le piccole schegge di poesia: a raccoglierci, a raccogliere il pensiero. A fermare lo sguardo. A dirci: questo è quello che sono, questo è quello che sto diventando. Ora.
(La frase di Alba de Céspedes è tratta da "Quaderno proibito", Mondadori. Ricordate? Vi avevo raccontato la storia della de Céspedes, famosissima negli anni Quaranta e Cinquanta, ora scandalosamente, tristemente dimenticata. Avevo letto "Quaderno proibito" molto tempo fa, ma questa frase mi è stata regalata da un altro sguardo, un’altra lettrice. Perché viene dal libro vintage, usato, antico (scegliete l’aggettivo che preferite), che mi aspettava a Roma, in una piccola libreria che si chiama Libri necessari. L’ho comprato per l’amica che era con me. Per farglielo leggere. E per salvarlo. A casa, sfogliandolo, mi hanno colpito le frasi sottolineate, in matita, da una donna che rimarrà per sempre sconosciuta, una donna che non ha neppure scritto il suo nome in prima pagina. Questa è la prima, ve ne regalerò altre).
LISA | Domenica, 15° novembre 2009 @11:11
Per URSENNA: you knew there would always be a spring. Ci sarà sempre una primavera. Bellissima, non la conoscevo. E mi piace che questa frase mi sia arrivata - wordscrossing invece che bookcrossing - in autunno.
Ursenna | Venerdi, 13° novembre 2009 @11:34
Le sottolineature sconosciute mi evocano la mia scoperta del book crossing, anni fa, quando nemmeno sapevo che esistesse il book crossing. Un albergo di Ravenna. Hemingway in inglese. Un libro dall'apparenza letto e riletto. Una sola sottolineatura: You knew there would always be a spring. Poi ho visto City of Angels. Poi ho vissuto a Parigi. E la primavera era là, ad accogliermi come una gioiosa ritrovanza. La Festa Mobile di una matita senza nome.
LISA | Venerdi, 13° novembre 2009 @7:52
Grazie ai nuovi arrivati. Avete voglia di raccontare chi siete, e da dove mi scrivete?
Zilito | Giovedi, 12° novembre 2009 @17:10
Lisa,
ho ritagliato questa sua citazione.
Ed ora e' nel mio portafoglio.
Grazie.
(http://zilitoscrive.blogspot.com/ )
giuseppe | Giovedi, 12° novembre 2009 @12:39
talvolta esistono muri invisibili...
una barriera di sogni e di stelle.Altri Sogni
Marco | Giovedi, 12° novembre 2009 @10:52
...bello essere trafitto ogni mattina dalle tue schegge. Grazie. Baci.
Andrea Rényi | Giovedi, 12° novembre 2009 @9:26
Grazie, Lisa, per questa splendida citazione, assolutamente condivisibile. Speriamo che le parole di Alba possano colpire qualche editore, al punto di decidere la riedizione delle indimenticabili opere di questa magnifica scrittrice.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

