Chiudo gli occhi.

Mercoledi, 11° novembre 2009 @19:25

"Non mettetemi accanto alle donne
che amano il loro pianto
più ancora dei loro figli
e che dei tradimenti maritali
hanno fatto un vessillo di guerra…"
(Alda Merini)
Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa più accorgersi di un tramonto. Chiudo gli occhi. Mi scosto di un passo. Sono altro, sono altrove.

(Alda Merini, la poetessa milanese scomparsa settimana scorsa. Che io conoscevo così poco. I versi che ho scelto oggi per City sono tratti da un piccolo volume Einaudi che ho cominciato a leggere, "Superba è la notte")

3 commenti
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Aggiornamento giornaliero | Mercoledi, 18° novembre 2009 @9:10

Vorrei trovare ogni mattina anche qui sul sito il tuo scritto quotidano perche' non sempre arriva City e.... Mi mancano le tue parole. Puoi fare in modo che sia costantemente aggiornato? Grazieeeee

Celisa | Venerdi, 13° novembre 2009 @9:56

Grazie per queste brevi parole.
Avevo bisogno di uno schiaffo come questo per rialzare la testa e ricominciare.
Non voglio amare il mio pianto.
Non più.

grazie Lisa | Mercoledi, 11° novembre 2009 @20:19

Grazie Lisa per la Poesia della Merini e di tutte le poesie che come i fiori della dickinson quotidianamente ci doni

Quanti fiori si estingueranno nel bosco
O periscono dalla collina
Senza il privilegio di sapere
Che sono bellissimi-

Quanti lanciano un baccello senza nome
Sulla più vicina brezza-
Inconsapevoli del Carico Scarlatto
Che Produrrà per altri Occhi.

Tu sei ..la Brezza
Adolfo

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.