Le tue mani.
Mercoledi, 28° ottobre 2009 @8:38
"Gli presi una mano e dissi la frase di tutte le donne che cercano di essere tenere: mi piacciono le vostre mani".
(Simone de Beauvoir)
Le tue mani. Mi piacciono le tue mani, sai? Mi piacciono quando guidi e ti sfioro. Quando, faccia a faccia al ristorante, intreccio, solo per un attimo, la tua alla mia. Ma soprattutto mi piacciono quando mi accarezzano; quando mi stringono forte a te. Per questo sono fatte, credo, le tue mani.
(Ancora una frase di Simone de Beauvoir: lei, la grande femminista, la compagna di Sartre, la donna che ci ha regalato "Il secondo sesso" e "Memorie d’una ragazza perbene". Questa frase, però, è tratta dalle sue pagine che ho amato di più: un capitolo de "I mandarini" che è come un romanzo dentro un romanzo, la sua storia d’amore con lo scrittore americano Nelson Algren)
lucilla | Lunedi, 2° novembre 2009 @17:55
Anche io osservavo le sue mani di sottecchi, a distanza. Erano e sono ancora belle, sembravano tessere fili invisibili.
RD2T6 | Giovedi, 29° ottobre 2009 @11:42
no no no.Il tradimento anche solo col pensiero non lo accetto. Non esiste ciò che ci era destinato, esiste quello che scegliamo. E cara Carrie pensa per un attimo di essere tu colei che non era destinata al consorte. Prova a metterti nei suoi panni: stare accanto ad una persona che non ti ritiene il tuo destino, ma un incidente di percorso e che vive di "ah se fosse stato". Perchè pensiamo sempre solo a noi stessi?
LISA | Giovedi, 29° ottobre 2009 @8:22
L'amore che ci accarezza, a volte, è l'amore sognato.
anonima | Mercoledi, 28° ottobre 2009 @22:08
Per Carrie:perche fare tante domande,goditi la tenerezza dei suoi sguardi teneri,e sogni un amore tutta per te,anche se solo di sguardi languidi.In questo mondo frenetico abbiamo bisogno anche di questo,di qualcosa che ci fa sentire bene,di una ragione per essere meno traumatico l'uscire da casa per andare a lavorare e affrontare la giornata
Carrie | Mercoledi, 28° ottobre 2009 @18:53
Le tue mani sono quelle che non mi hanno ancora toccato, ma che io ho osservato essere belle, mentre mi sorridevi, come ogni volta che ci incontriamo, ora, come anni fa, allora senza nemmeno conoscere i nostri nomi. E non importa se ora, dopo tanti anni, so come ti chiami, ed il "caso" ha voluto che svolgessi il mio stesso lavoro, ed ora anche solo un piano sotto il mio....non importa che ora siamo entrambi sposati, perchè io SO che tu eri a me destinato, come io a te, ma entrambi continuiamo a tacere e le nostre coccole sono fatte di sguardi dolci e languidi e tsorrisi...è possibile un amore così in questa società frenetica? E' amore tutto questo? forse solo nstalgia dell'amore che avrebbe potuto essere, non lo so, ma so che sono ancora avvolta dalla tenerezza del tuo sguardo e del tuo sorriso di stamattina...

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

