Col nostro passato fabbricavamo storie...
Giovedi, 15° ottobre 2009 @7:18
"Restai a Chicago quindici giorni. Per quindici giorni vivemmo senz’avvenire, e senza farci domande; col nostro passato fabbricavamo storie, che ci raccontavamo".
(Simone de Beauvoir)
E’ anche questo, il momento magico dell’innamoramento. Incontrarsi in una terra sconosciuta, una "no man’s land", e raccontarsi: trasformare il passato – i dolori, la gioia improvvisa, i ricordi cristallini dell’infanzia - in una storia. E regalarla. Regalartela.
(La bella frase di Simone de Beauvoir, che ho scelto per City del 15 ottobre, è tratta da "I mandarini", Einaudi. Anzi, da un capitolo speciale, che negli anni ho riletto e sottolineato più volte: quello dove racconta, lei, la compagna di Sartre, l’autrice di "Il secondo sesso" e "Memorie d’una ragazza perbene", la sua storia d’amore con uno scrittore americano, Nelson Algren. Un romanzo dentro il romanzo)
LISA | Domenica, 18° ottobre 2009 @19:35
Per DANIADO: mi sono sempre piaciuti i tappeti appesi alle pareti. Molto Russia, molto Est. Per ALI STROPICCIATA: credo tu ti riferisca a L'anno del pensiero magico, che la scrittrice americana Joan Didion scrisse nell'anno dopo la morte del marito... Il pensiero magico era quello del suo (impossibile) ritorno. In Italia è stato pubblicato da Il saggiatore.
giuseppe | Venerdi, 16° ottobre 2009 @16:50
ciao,il poeta delle nuvole
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
aferdita | Giovedi, 15° ottobre 2009 @22:22
Io invece vorrei raccontarvi una storia d'amore diversa,quella di due genitori per i due fratellini adottati.Una sorellina e un fratellino,che parlano sole poche parole in italiano e che si cercano tra di loro e parlano nella loro lingua.Come vorrei capire quelle parole,quel e dicono e quello che e stato di loro solo un po di mesi fà.Immagino che in questo paese straniero loro stano inventando da capo la loro vita,con i loro ricordi e i loro anche sofferenze.Spero che un giorno ce la raccontano anche a noi.I loro occhi svegli,i loro sorriso e il loro bisogno d'affetto,ci hanno rapito l'anima e riempito il cuore di tenerezza
per Te...Lisa | Giovedi, 15° ottobre 2009 @18:57
Grazie a Te
succhierò solo il miele della speranza.
Anche le mie serate più solitarie sorridono
come un tappeto d'Anatolia
appeso alla parete
Grazie a Te
non lascio entrare la morte
vestita di molli veli
che bussa alla mia porta
cantando le sue canzoni
invitandomi al gran riposo
Nazim Hikmet
Grazie a Te Lisa, per i doni che quotidianamente ci offri.
Sei un Anima nobile e delicata..lo sento
adolfo
il mio indirizzo mail è il seguente:daniado@gmail.com
Ali stropicciata | Giovedi, 15° ottobre 2009 @15:11
scusa ho scritto io...
Anonimo | Giovedi, 15° ottobre 2009 @15:10
Ciao Lisa,
avevo letto un libro su tuo consiglio che parlava di perdita di una persona cara e come affrontare il dolore.
L'avevo preso in biblioteca ripromettendolmi di comprarlo, ma non riesco a ricordare il titolo e l'autrice ( credo fosse una lei). Ricordi?

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

