Un sms per Edith e un abito per Herta.

Venerdi, 9° ottobre 2009 @8:14

"Di tutto il nostro mondo assolato
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto prende il sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
(Edith Södergran)

Una lettera. O almeno un tuo sms; il più lungo possibile, grazie, da rileggere sul mio telefonino.

(Certo, negli anni Venti, quando Edith scrive questi versi – tratti da "Notturno ed altre poesie", Pagliai Editore – i telefonini non esistevano. Ma sono sicura che, se fosse vissuta oggi, la bionda sognante ragazza nata a San Pietroburgo, che scriveva in svedese, non avrebbe mai abbandonato il suo cellulare. E i versi di oggi sono dedicati a tutti quelli che tengono in memoria, per mesi e mesi, un certo sms prezioso da rileggere, sul telefonino...)

Allora, confesso subito: non sapevo neppure che esistesse, la scrittrice Herta Müller, nuovo premio Nobel per la letteratura. (Ma riporto la battuta di un’amica scrittrice che mi ha detto: credevo fosse quella degli yogurt). Certo, mi era stata più simpatica l’ultraottantenne Doris Lessing che nell’87 aveva accolto la notizia tornando a casa con le borse della spesa e i carciofi… Dunque, la signora Müller, che non è quella dello yogurt, nasce in Romania, ma scrive in tedesco (faceva parte della comunità di lingua tedesca del Paese) e vive a Berlino: è fuggita dal regime di Ceausescu nell’87 (a proposito, qualcuno ha visto il surreale e divertente "Racconti dell’età dell’oro", il film ambientato proprio nella Romania del dittatore? Io sì. E mi è piaciuto). Pochi i suoi libri tradotti in italiano (una piccola casa editrice di Rovereto, Keller, ha tradotto l’anno scorso "Il paese delle prugne verdi"; sia onore alle piccole case editrici!), ma purtroppo non il romanzo che vorrei leggere: la storia di una ragazza che, sotto Ceausescu, lavora in una fabbrica di vestiti da uomo che finiranno in Italia, e cuce dentro le giacche e le tasche piccoli disperati messaggi, con il suo nome e la supplica: "sposami!". Poetico e geniale. Non un messaggio in bottiglia, ma un messaggio cucito nei vestiti. Forse ne anch’io avrei qualcuno da scrivere, e cucire su certi vestiti…

9 commenti
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LISA | Lunedi, 12° ottobre 2009 @8:25

Per VINCENZO: leggo volentieri, ma non dimenticare che sono semplicemente una lettrice, non una critica... Per ADOLFO: anche a me piace pensare alla Dickinson sola nella sua stanza (e il suo giardino), che era il suo mondo; e da lì, dalla sua stanza, parla ancora a noi, nelle nostre stanze di lettori.

adolfo | Domenica, 11° ottobre 2009 @19:01

é la prima volta che Ti scrivo.
Sono io che Ti dico grazie..per la Poesia.
Mi sono accorto che non avevo scritto il mio nome.
Ancora Grazie

grazie per la ...poesia | Domenica, 11° ottobre 2009 @18:58

Cara Lisa, ti ringrazio per la tua rubrica su City.
Son anch'io appassionato di poesia.
la mia poetessa preferita è la Emily Dickinson.
Ha vissuto quasi tutta la sua vita chiusa nella sua stanza eppure si sentiva al centro dell'universo.
Mi piace molto anche la Szymborska.
Volevo ringraziarti inoltre per tuttti i nuovi poeti che via via ci presenti;da Salinas a Ritsos;da Montejo a Dunya Mikhail.

ierardi.vincenzo | Sabato, 10° ottobre 2009 @13:40

Mi fa molto piacere leggere i tuoi Buongiorno su city, ma altrettanto preferirei avere una risposta ad un commento postato sul tuo blog, immagino che i tuoi impegni siano più di quello che posso pensare.
scusandomi... porgo i miei saluti, grazie... Vincenzo

LELE | Venerdi, 9° ottobre 2009 @23:01

meravigliosi versi Lisa, è vero ho ancora nella memoria del cellulare il messaggio di un uomo che ho amato tanto e che non dimenticherò mai più e che per mancanza di coraggio ho lasciato andar via, accidenti! Grazie ancora Lisa. Un abbraccio

ierardi.vincenzo | Venerdi, 9° ottobre 2009 @20:14

Devo dire che i gusti sono azzeccati... mi piacciono le poesie di City.
Ne posto una delle mie.

QUESTO AUTUNNO

Solo le foglie desidero
e le tue vogliose
labbra
in quest’aria.
Parlavo di acque
pallide.
Non sapevo,
oggi fosse il tuo
compleanno.
Solo le foglie morte
di questo autunno
e le spine dei roseti
spogli,
mi hanno ricordato
che tu sei invecchiata.

Simona | Venerdi, 9° ottobre 2009 @10:14

on't worry, Pippo è l'amico informatico e io ho imparato a digitare. Baci

Simona | Venerdi, 9° ottobre 2009 @10:02

Prova invio

Pippo | Venerdi, 9° ottobre 2009 @10:00

ciao

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.