Tu, io, e la danza gialla dell'autunno.
Martedi, 6° ottobre 2009 @8:08
"La mia voce ti raggiunse, dimmi, ti raggiungeva,
nelle aperte notti di gelide stelle
ora, nell’autunno, nella danza gialla
dei venti affamati e delle foglie cadute!
Dimmi, ti giungeva,
ululando o come, o singhiozzando,
nell’ora del sangue fermentato
quando la terra cresce e vibra palpitando
sotto il sole che la riga con le sue code d’ambra?"
(Neruda)
Ma se mi sentivi, se sapevi; dimmi, perché non mi hai risposto?
(Neruda, sempre diretto al cuore. Questi versi sono tratti dal vecchio libro su cui ho imparato ad amarlo: "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia)
vincenzo.ierardi | Mercoledi, 7° ottobre 2009 @19:28
Mi lusinga questa tua risposta... grazie, ho tante poesie non so se posso postarne qualcuna su questo blog, o altrimenti in qualche altra forma privata. Tipo e-mail
LISA | Martedi, 6° ottobre 2009 @22:16
Per VINCENZO. Mi piace questo incipit:
Nelle ore che
graffiano il mio
silenzio...
Vincenzo. Ierardi | Martedi, 6° ottobre 2009 @21:56
Ti lascio il nome del sito, Accademia Italiana del Terzo Millennio, clicca su opere e artisti.
Neruda è uno dei più grandi poeti che stimo... grazie Lisa
lele | Martedi, 6° ottobre 2009 @14:16
è proprio vero, Lisa, l'ho chiamato e richiamato tante volte ma è tornato indietro solo il suono della mia voce. E la consapevolezza di averlo perso per sempre. Grazie, Lisa, per questi meravigliosi versi.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

