Luce.

Venerdi, 18° settembre 2009 @8:33

"Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa".
(Pedro Salinas)

Non ho bisogno di tempo: perché quando ti ho incontrato è stata luce, luce improvvisa, la luce timida e ancora grigia di un’alba fredda, la luce del camino quando fuori nevica, la luce che si accende sul telefonino quando arriva un tuo messaggio. Alzo il viso verso di te, bevo la tua luce.

(Pedro Salinas: non è la prima volta che uso dei versi di questo poeta spagnolo. Per chi è curioso di conoscerlo meglio, c’è la sua antologia anni Trenta pubblicata da Einaudi, "La voce a te dovuta")

Il dubbio esistenziale di oggi è: ma come, è già il momento di tirar fuori il piumone?

9 commenti
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Negala | Lunedi, 21° settembre 2009 @12:53

Hai colto perfettamente, si è trattato proprio di una mareggiata, da sei mesi sono alla deriva...
Proverò a raccontare, ma è lungo e soprattutto doloroso.
Ci proverò sicuramente non sò quando e non sò da dove cominciare...
Dalla fine credo sia il modo giusto.
A presto.

LISA | Lunedi, 21° settembre 2009 @10:01

Per NEGALA: benvenuta. E ovviamente, se hai voglia di raccontare e raccontarti, e parlare dell'evento che ti ha travolto come una mareggiata... sono qui.

negala | Lunedi, 21° settembre 2009 @9:57

Ciao, ho scoperto per caso questo blog.
Sono alla ricerca di risposte e stimoli, ovviamente in situazione critica e destabilizzata da un evento per me devastante.
Mi rincuora leggervi e spero di trovare un "imput di rinascita"
Grazie

LISA | Sabato, 19° settembre 2009 @7:56

Per AAA e MILLE E UNA NOTTE: che bello leggere nuova posta di nuovi lettori, ma mi piacerebbe leggere anche una presentazione, non so, un biglietto da visita; almeno sapere da dove scrivete... e se avete già conosciuto Emma e Stella! Grazie, ANNALISA FARMACISTA: sai che non sapevo che il festival esistesse? Ma ho dato un'occhiata al sito e temo che anche Jane Austen rabbrividirebbe. C'è persino una Regency Promenade, dove puoi passeggiare vestita in costume d'epoca (qualcosa mi dice che il consorte non si presterebbe), e on line si possono ordinare i (brutti) accessori per un look alla Austen, guarda qui: http://giftshop.janeausten.co.uk/acatalog/View_All_Costume.html

..Mil e una notte.. | Venerdi, 18° settembre 2009 @18:28

Come quando mi si accende una lampadina in testa e all'mprovviso ho un'intuizione geniale.
Ecco è così.
Per sapere chi sei mi affido ai sensi.
Il mio intuito ti conoce meglio di quanto possa fare il mio cervello.
Verrà il tempo della ragione, solo non adesso.

AAA | Venerdi, 18° settembre 2009 @14:28

è più di 1anno che dovevo farlo: grazie Lisa per il buongiorno ogni giorno. riesci a far emergere dalle pieghe della mia anima i miei pensieri e li tasformi in versi.

woland | Venerdi, 18° settembre 2009 @13:33

tornano i piumoni, dopo aver sonnecchiato a primavera e dormito nelle lunghe giornate estive
tornano sciarpe ad abbracciarci stretti e guanti a mascherare le emozioni degli incontri
torna il piacere delle coperte e della doccia bollente...
un saluto a tutte

Annalisa farmacista | Venerdi, 18° settembre 2009 @12:46

Vi segnale questo.
LA RASSEGNA
Letteratura, teatro e merletti
dieci giorni con Jane Austen
Un festival nella cittadina inglese di Bath porta i visitatori nel mondo della scrittrice inglese, alla scoperta di un'epoca

Ali stropicciata | Venerdi, 18° settembre 2009 @10:54

Ciao Lisa,
sì è proprio ora di tirare fuori il piumone....
Adesso che scarichiamo i figli dall'auto in corsa perchè entrano entrambi alle 8.00 a scuola, ma in scuole diverse e collocate in luoghi diversi.
Adesso che giocano con la pallina a casa e i quadri si staccano dai muri, visto che fuori piove a dirotto ed il giardino è impraticabile.
Piumone e stivaletto pioggia!

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.