Pioggia a Manhattan.

Venerdi, 11° settembre 2009 @14:08

"Per noi
l’amore
non è paradiso terrestre
a noi
l’amore
annunzia ronzando
che di nuovo
è stato messo in marcia
il motore
raffreddato del cuore".

(Vladimir Majakovskij)

L’amore non è un andamento lento. L’amore è passo rapido, è velocità, è vento; l’amore è chiudere gli occhi, premere sull’acceleratore. Un brivido. Senza frenare. Vai!

(Majakovskij: comunista, rivoluzionario, futurista. Poeta)

Poi, in omaggio alla poesia di ieri, ho messo un vestito rosso. Di seta. Morbido. Frusciante. Corto. Scollato. E un paio di tacchi, perché è vero, non c’è niente da fare: con un paio di tacchi ci si sente pronte ad affrontare il mondo (soprattutto per le strade di Manhattan). L’appuntamento era in un bar molto trendy, in un albergo con vista su Central Park, e abbiamo brindato a champagne. Brindato a quello che eravamo, quello che siamo diventati, quello che si è perso per strada. A quello che io ricordavo, che non era quello che ricordava lui… Tornando dalla cena, a piedi, attraversando Fifth Avenue, ha cominciato a piovere: una pioggia leggera, il primo segno dell’autunno che arriva.
E a me sembrava di vedere, dall’altra parte della strada, oltre i taxi gialli, noi due allora: avrei voluto fermare la me stessa di un tempo e dirle, non preoccuparti, andrà tutto bene. Sopravviverai al dolore, sarai felice, camminerai di nuovo per queste strade con un altro cuore, e un altro amore dentro. Ma è stato bello incontrare i fantasmi di quello che eravamo, camminando insieme, mentre a Manhattan cominciava a cadere la pioggia.

5 commenti
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Annalisa farmacista | Lunedi, 14° settembre 2009 @12:10

Sono tornata dalle ferie settembrine in montagna. Dopo aver lavorato tutto il mese di agosto non ne potevo più del caldo e siamo fuggiti sulle amate Dolomiti. In questi giorni ho riflettutto tanto sull'andamento della mia vita dopo che venerdì ho incrociato di sfuggita colui che per anni mi ha fatto sentimentalmente penare. Il consorte attuale lo conosce e l'ha visto, mi dice che c'è, io mi giro per vedere e lui si gira dall'altra parte. Bene quando uno è stronzo lo è fino in fondo. Era con una ragazza (brutta peraltro). L'avevo visto l'ultima volta al mio matrimonio a cui era controvoglia venuto. So benissimo che sono stata importante per lui ma quando è stato il momento di decidersi non so perchè ma ha rifiutato. Non so dire quanto gli sono grata di questo dato che altrimenti non avrei conosciuto e amato l'attuale consorte. Anche il fatto che si sia girato dall'altra parte mi fa capire che c'è qualcosa di non risolto. Io incontro spesso me stessa non dall'altro lato della strada ma magari su un sentiero di montagna fatto già anni prima con altre palpitazioni nel cuore e paure nella testa e le dico "bè guarda come tutto va come deve andare". Il cammino non è stato semplice ma quello raggiunto fin'ora com'è dolce. Dovrebbe essere così per tutti riguardandosi in una vecchia foto. Potersi dire che è andata bene.

Elisa | Lunedi, 14° settembre 2009 @12:06

Un saluto da Torino, anche qui l'autunno si fa sentire e cade una pioggia leggera, purtroppo non è NY...
P.S. Complimenti al tuo consorte, il mio darebbe in escandescenze se dovessi incontrare un ex (ammesso che gli ex prima di lui erano solo brevi parentesi adolescenziali...)

Lila | Lunedi, 14° settembre 2009 @11:32

Grazie Lisa per aver riportato una così bella poesia di Majakovskij e un soffio per alleviare la tua nostalgia.

simona pasionaria | Lunedi, 14° settembre 2009 @:56

Mentre tu sei a NYC, volevo dirti che a Milano il mitico Princi in PzzaXXV Aprile licenzia 17 persone. La crisi? Noooo, ma il Comune di Milano che con il parcheggio "Fossa delle Marianne" sta mettendo in ginocchio l'economia di Cso Garibaldi/Cso Como. Che vergogna! E così un pezzo di Stella (ma anche di Emma) che se ne va. Cosa ne pensi della ricerca dei luoghi dei romanzi? Bello, vero? Bisogna solo avere il tempo.

patrizia (rogers) | Domenica, 13° settembre 2009 @15:45

Che bello... oggi vorrei anch'io che un'altra me mi raggiungesse dall'altro lato della strada, per dirmi "non preoccuparti, andrà tutto bene". E' un giorno in cui si prende atto che un amore non c'è più, e come sempre è dura, così tanto dura. Ieri sera ho visto "Orgoglio e pregiudizio", non era sicuramente indicato per l'occasione, ma va bene così. All'epoca ho premuto sull'acceleratore, ma ora sto spegnendo il motore e sono nella fase in cui spero non si riaccenda mai più.
Buone passeggiate, Lisa, in quella poetica e rumorosa città di N.Y., dovre tutto sembra continuamente perdersi e amalgarmarsi di nuovo in forme nuove.

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.