Suspense.

Mercoledi, 9° settembre 2009 @16:57

"Erano anni che non aveva alcun genere di rapporto sentimentale. Sembrava quasi aver rinunciato. Ora invece gli tornò in mente il significato che una storia d’amore poteva dare anche ai momenti più ordinari. Le attività più banali potevano assumere colori e intensità particolari. I giorni avevano un senso, perfino un elemento di suspense. Questo gli mancava".
(Anne Tyler)

Così è l’amore: un giallo con un solo colpevole, e tutti gli indizi portano a te.

(La frase di Anne Tyler è tratta dal suo ultimo romanzo, "La bussola di Noè", Guanda)

Ieri sono stata a fare un pic-nic metropolitano. Ovvero, ho fatto la cosa più trendy, pare, che si possa fare a Manhattan: sono stata, con la mia storica amica e un pranzo take away (preso da Le Pain Quotidien, easy chic e salutista), sulla High Line, la nuova passeggiata sopraelevata. Sedie di tek e giardini quasi selvaggi sui vecchi binari della ferrovia, con vista sul fiume Hudson. Guardate qui: http://www.thehighline.org/
Central Park, addio. Ora i newyorchesi fashion, ma non solo, vengono qui: in quest’angolo poetico ma design, un pezzo di città sopraelevata e nascosta. Dove scrivere sul laptop, leggere un libro di poesie, dare un appuntamento romantico, fare un po’ di people watching. Sognare. Pensare. Mi è piaciuto tantissimo. Forse torno anche oggi…

6 commenti
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Ursenna | Mercoledi, 23° settembre 2009 @11:01

Tanto autunno in questi post. Poco nell'aria italiana.
Ma è arrivato il 21 settembre: nell'altro emisfero, lo chiamano PRIMAVERA
:-)

woland | Giovedi, 10° settembre 2009 @23:22

anche io, cara Lisa... anche io

LISA | Giovedi, 10° settembre 2009 @15:57

Questa poesia, WOLAND, racconta i "paesaggi autunnali del cuore" di Trakl, i paesaggi di cui parlavamo. Ma preferisco, e spero, in un'eterna primavera dell'anima.

woland | Giovedi, 10° settembre 2009 @8:35

IL FILO

Di sera.
Io e i soliti rumori.
Eco e silenzio mischiano i miei pensieri e ciò che è nel bicchiere.
C’era una luce nei miei sonni che ora non trovo più.
E poi le comparse della mia vita che vengono a trovarmi.
Spesso.
Senza dire niente li guardo e non parlo.
Non parlo mai con loro.
Non parlo più con loro.
Le comparse della mia vita.
Hanno anni migliori alle spalle e una vita appesa allo stesso filo.
Il mio.
Staccati dalla mia pelle, per favore.
Lasciami almeno il piacere isterico dell’abbandono.
Staccati. E non dire niente quando ti giri.
Staccatevi. Come i capelli e i pensieri pesanti.
Io non vi guarderò stavolta.
Rimarranno i sussulti del filo.

LISA | Mercoledi, 9° settembre 2009 @23:22

Eh, lo so, manca Emma. Sgrunt. Mi sarebbe piaciuto così tanto andare alla prima di un film tratto dal mio libro! Per non parlare dei dilemmi guardaroba adatto...

Simona la Fan n 1 | Mercoledi, 9° settembre 2009 @23:07

Un breve riassunto di film in uscita sul tema maternità dei quali magari sarai conoscenza:
1) Cameron Diaz nel film sul concepimento di un'altra figlia per salvare la sorella

2)Margherita Buy (Lo spazio bianco) su una maternità a 40 anni con bambina che nasce prematura (6 mesi)

3) Jennifer Lopez sulla maternità in provetta di una single 40enne

Chi manca?

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.