Quel pezzo che manca alla luna.
Venerdi, 4° settembre 2009 @7:44
"Neanche stanotte luna piena.
Ne manca una parte.
Il tuo bacio".
(Ghiannis Ritsos)
Neanche stanotte ci sei. Tutto qui parla della tua assenza: il cuscino intatto accanto al mio, la tazza che non è vicina alla mia, le mani che non mi abbracciano, gli occhi che non mi accarezzano. E la luna, figuriamoci. Non ridere, ma persino la luna mi parla di te.
(I versi del poeta greco Ghiannis Ritsos sono tratti da una raccolta antologica che amo molto, pubblicata da Crocetti Editore: Erotica).
woland | Mercoledi, 9° settembre 2009 @12:40
FRA L’1 E IL 2 GENNAIO
(MILOŠ DOLEŽAL)
Di notte mi sono dovuta alzare
e scostare la tenda alla finestra
le stelle pascolavano nel prato
e una, nei dintorni di Orione,
ecco che si smarrisce e cade nel pozzo.
L’ovvia vicinanza era un tale incanto
che ho parlato a voce alta
e mi stupisco davvero
che abbiate potuto dormire e non vedere nulla
Un risveglio nella notte. Di quelli che capitano a tutti.
Davanti lo stupore del mondo, della natura e delle cose.
Grazie a questo poeta ceco contemporaneo per l'emozione che ha saputo darmi.
woland | Mercoledi, 9° settembre 2009 @:40
Il mio cuore è malinconico da sempre. Ho 35 anni e non riesco a ricordare un momento della mia vita in cui regolarmente non mi sono ritrovato sprofondato nel sentimento angosciante e sincero che è la malinconia. Per tutto... anche per i granelli di sabbia che mi passavano nelle mani nelle estati della mia infanzia. Sapevo che non li avrei mai più rivisti.
Per riprendere in qualche modo le parole di una poesia di Trakl (Primavera dell'anima), credo che ognuno di noi debba mantenere sempre intatta la primavera che ha dentro, tenendo sempre a mente che gli autunni del cuore ci sono e ci saranno sempre. Si possono assaporare anche quelli.
"Urlo nel sonno; per nere calli precipita il vento,
l'azzurro della primavera fa cenno tra frangentesi ramaglia,
purpurea rugiada notturna e si spengono all'intorno le stelle.
Verdino albeggia il fiume, argentei gli antichi viali
e le torri della città. Oh mite ebbrezza
in scivolante battello e gli oscuri richiami del merlo
nei giardini infantili. Già si rischiara il roseo velo."
LISA | Martedi, 8° settembre 2009 @13:22
WOLAND, ho amato tantissimo Trakl, la sua tragica storia, e i "paesi autunnali del cuore", come dici tu... Tempo fa, per City, ho usato quest suoi versi:
"Sempre ritorni tu, malinconia
dolcezza del cuore solitario.
Muore avvampando una giornata d’oro".
Le giornate d'oro che muoiono avvampando sono uno dei piaceri dell'autunno. Ma il tuo cuore che si prepara a raccogliere le foglie, è un cuore malinconico? E tu, chi sei? Racconta...
woland | Martedi, 8° settembre 2009 @9:01
Ciao Lisa,
è la prima volta che ti scrivo, ma ti leggo da molto. Su City ogni mattina.
I versi di Ritsos mi hanno riportato alla mente - non so bene perchè - la fine della poesia Canto serale di Georg Trakl.
Quando io presi la tua mano esile
battesti piano gli occhi rotondi:
ora è perduto.
Ma se una buia armonia penetra l'anima
appari tu bianca ai paesi autunnali del cuore.
questi "paesi autunnali del cuore" mi emozionano come poche altre cose... sarà che l'autunno ormai è in germoglio e che lentamente anche il mio cuore si prepara a raccoglierne le foglie.
Buona giornata a tutti.
ale§os | Venerdi, 4° settembre 2009 @12:59
stasera sarà luna piena ,
le nuvole coprono ancora il suo bacio
Lila | Venerdi, 4° settembre 2009 @10:29
Hai ragione cara Lisa quando siamo innamorate ogni cosa ci parla del nostro amato. Sono contenta che tu mi abbia dato il buongiorno con questa poesia, questo autore mi è sempre piaciuto. Buona giornata a tutte/i voi e un abbraccio alla sempre più pasionaria Simona.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

