La tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare.

Mercoledi, 2° settembre 2009 @10:43

"La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perché te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano:
mettiti in cammino!"
(Edith Södergran)

Sì, la nostalgia ci spinge indietro. Ma è anche la bellezza di ciò che siamo stati, di ciò che abbiamo amato: ora, possiamo guardare avanti.

(Edith Södergran è morta giovane, nel 1923. Aveva 31 anni. La sua è una storia davvero romantica, e cerco di raccontarla mentre guardo la sua foto: un abito bianco accollato, di pizzo, le maniche lunghe; i capelli biondi raccolti e vaporosi… Lo sguardo lontano. Edith guardava lontano, verso i confini, verso l’orizzonte. Era una ragazza del Nord, terre di nevi e betulle: nata a San Pietroburgo, ma da genitori finlandesi-svedesi, frequentò il liceo tedesco dove andavano le ragazze di buona famiglia, davanti al Palazzo d’Inverno. Così le prime poesie le scrisse in tedesco, e poi in russo, finché passò allo svedese. Vide la Rivoluzione d’Ottobre: era lì, sognava anche lei, sognava un altro mondo, nuovo; e sognava, come tutte le ragazze, l’amore. Ma il suo orizzonte, che immaginava "rosso", idealista, rivoluzionario, cominciò a rimpicciolirsi, a restringersi, diventò quello di un sanatorio: era malata di tubercolosi, il "mal sottile" dei primi del Novecento, di cui morì. Oggi è una delle poetesse più amate in Svezia, ma praticamente sconosciuta in Italia. I versi che ho scelto per City del 2 settembre sono tratti da "Notturno ed altre poesie", Pagliai Editore: un piccolo omaggio a una ragazza che sognava, nel Nord)

3 commenti
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ale§ò | Martedi, 8° settembre 2009 @10:51

stralciando da una mail dell'amata ( ex) , una non poesia:
SE MI DICI ADDIO

Lo sai che lo rispetto
null' altro che questo.
Con il solito affetto

Laura

aferdita | Mercoledi, 2° settembre 2009 @22:02

Bentrovata Lisa,e bentrovate tutte!Sto in Italia da solo poche ore e sono già invasa da un onda di nostalgia.Di quella ombra sottile che comincia a possesarsi di te quando dai l'ultimo sguardo alla casa,ai mobili coperti,alle serrande chiuse,e percepisci quel silenzio che regnerà li per un anno intero.Appena giri la chiave per chiudere la porta senti il bisogno di ritornare di nuovo.Ma ormai hai preso il tuo viaggio,hai fato l'ultima passeggiata al riva mare e hai preso l'ultimo caffè vedendo i colori del mare con il levar del sole,e poi godendo il tramonto sorseggiare l'aperitivo,per poi mangiare il pesce fresco sentendo il rumore delle onde,e vedere la luna quasi piena che ti accompagna.Hai chiusa la valigia dove hai posto non solo i vestiti ma anche un po di tuo paese,di profumi di colori di ricordi.E cosi riparti pieno ma pian piano che ti allontani da lì una leggera tristezza di si posa sul cuore e rimane li finché torni di nuovo.Ma e bello anche questo,vivendo in un paese avendo nell cuore il tuo,che ti da forza e ti fa la vita di tutti i giorni più leggera.Un cuore pieno di ricordi e pieno di nostalgia e un cuore sano e piena di risorse.
Grazie Lisa,che trovi sempre le parole giuste al tempo giusto,e ci fa riflettere.

carla | Mercoledi, 2° settembre 2009 @16:45

c'è una strana relazione in questi "buongiorno" : un pensiero segreto che ci crogioliamo da soli, una nostalgia per qualcosa che è stato... e i nostri pensieri segreti talvolta portano anche nostalgia.
oggi mi sento anch'io così: con un pensiero segreto e nostalgico

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.