Mi tengo stretta a quel pensiero.

Martedi, 1° settembre 2009 @8:14

"Si teneva stretto a quel pensiero, quasi fosse un pacchetto che aspettava di aprire".
(Anne Tyler)

E’ un pensiero segreto che teniamo in tasca, quasi un talismano. Gli altri non sanno: noi sì, è per questo che ci luccicano gli occhi, è per questo che non li ascoltiamo. Così mi tengo stretta a quel pensiero: il pensiero che sì, presto cammineremo insieme sull’orlo delle cose che devono succedere. E per una volta, è bello anche aspettare.

(La frase della scrittrice americana Anne Tyler, che ho scelto per City di oggi, 1 settembre, è tratta dal suo ultimo romanzo pubblicato in Italia, "La bussola di Noè", Guanda; un romanzo che, purtroppo, mi ha deluso. Ma la Tyler rimane una delle mie scrittrici preferite, soprattutto per un libro che è un vero passaparola al femminile, "Per puro caso": storia di una quarantenne, sposata, figli adolescenti, che dopo una mattinata in spiaggia decide che no, lei non torna a casa… e se ne va, in cerca di un'altra vita, con le scarpe da ginnastica ai piedi e il costume in borsa. Chi di noi, anche nella più sorridente delle vite, non ha mai avuto la tentazione? Io, sì)

2 commenti
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@tsaf | Mercoledi, 2° settembre 2009 @15:43

già....

ljuba | Mercoledi, 2° settembre 2009 @10:31

grazie....per la frase di oggi che poi era ieri....per ricordarci di quei pensieri segreti che ci fanno luccicare gli occhi ......bellissimo! trovi sempre così bene le parole....brava e ancora grazie!

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.