Nuovi accessori: no, non voglio una borsa nuova, ma i fulmini di Zeus!
Sabato, 6° marzo 2010 @8:33
Per chi, come me, ha fatto il classico (e si è vergognosamente dimenticata tutto, soprattutto l’aoristo, su cui ho ancora degli incubi) sarà un’occasione per ripassare. E, finalmente, divertirsi. Per chi di Olimpo e dintorni ricorda solo i bicipiti di Brad Pitt nel mitico "Troy" (ma era tanto tempo fa, ahimé, prima della metamorfosi quasi Ovidiana di Brad in Brangelina) sarà un’occasione per divertirsi e basta. Sì, perché tra poco faremo una full immersion di Olimpo e dintorni: ci vestiremo di pepli, metteremo sandali alla gladiatore, sogneremo al cinema dee alate e fulmini rubati a Zeus e, forse, riprenderemo in mano i lirici greci. Tutto è possibile. In ogni caso sarà un bel sollievo dopo l’overdose di demoni, angeli e vampiri.
Cominciamo con il guardaroba. Per vestirsi da dee basterà scegliere un morbido abito-peplo, fermato da una spilla che sembra una "fibula" dell’antichità (sorprese, eh? Qualcosa alla fine me lo ricordo); tornano i sandali alla gladiatore, ma anche certe incredibili scarpe dorate di Vivienne Westwood con un’ala al fianco che sembrano pensate apposta per Mercurio, messaggero alato…
Non troveremo in vendita, purtroppo, l’acconciatura serpentina di Uma Thurman in "Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo", il primo film dell’invasione. Il protagonista è Percy, figlio di Poseidone, sospettato di aver rubato il fulmine di Zeus. Si metterà a caccia del vero ladro, ma tra i grattacieli: l’Olimpo, nel film, è al 600esimo piano dell’Empire State Building, e ci si arriva in ascensore. Bella l’idea di immaginare dei e semidei tra traffico e metropolitana: e, se non lo avete ancora letto, vi consiglio "Per l’amor di un dio" (Guanda), dove l’abile Marie Phillips li racconta, con grande sense of humor, squattrinati in una Londra contemporanea.
L’invasione di dei e semidei continua ad aprile con "Scontro fra titani" (Liam Neeson sarà Zeus, prepariamoci). Ma il film che non mi perderò, anche perché la protagonista è una meravigliosa Rachel Weisz, è "Agorà": la storia vera (un po’ romanzata, vabbé, perché c’è anche l’amore con un giovane schiavo) di Ipazia, coraggiosa scienziata e filosofa che visse ad Alessandria d’Egitto e finì uccisa per eresia. Squartata, per la precisione, e speriamo che Amenàbar, il regista, ci risparmi i dettagli.
Alessandria, Atene… L’Olimpo trendy mette voglia di viaggiare. Io vorrei tornare, dopo tanto tempo, in Grecia, per visitare il nuovissimo e iper-design museo dell’Acropoli. (E poi prendere subito un traghetto per un’isola). In valigia so già cosa mettere: un guardaroba dea-style, costumi, e qualche libro. Ma forse basta infilarsi un paio di occhiali da sole, Olimpo-style ovviamente, e immaginare tutte le meravigliose vendette che potremmo prenderci, se solo avessimo a disposizione i fulmini di Zeus.
(Questo è, rivisto e corretto, un articolo che ho scritto per Grazia. I fulmini di Zeus li terrei volentieri nella mia borsa insieme all'iPhone, e ho già qualche idea su come usarli).
LISA | Lunedi, 8° marzo 2010 @7:38
GIUSY, grazie: non sapevo che Ipazia è raffigurata nell'affresco "La scuola di Atene", di Raffaello, ora ai Musei Vaticani; non sapevo neppure che fosse l'unica donna del dipinto, che ci guarda dritto in faccia. Emozionante. DANIELA IN SCOZIA: hai letto dieci volte il Libro Rosa? Uh, Emma ed io dovremmo darti un premio!
Daniela | Sabato, 6° marzo 2010 @16:43
Ciao Lisa, si sono io, ancora in Scozia! Tante cose sono cambiate....h lasciato il mio lavoro e sono ora una mamma-a-casa, che nei momenti migliori e' bellissimo, in quelli peggiori e' un po' come dire...letale per il cervello! allora ho cominciato a scrivere, ho scritto un romanzo e l'ho spedito a due agenti che senza cuoe mi hanno detto no! (E' in inglese, forse non scrivo bene in inglese, non so). La seconda gravidanza dopo tante paure e due soggiorni in ospadale e' finita bene per fortuna, e' andata a termine e ora ho un altro maschietto di nome Luca che e' il mio sole. Sai pero' cosa non e' cambiato?Il libro rosa sotto il letto, non lo leggo piu' tanto spesso perche' avro' totalizzato tipo dieci volte, ma lo tengo come talismano. Un libro viaggiatore: ha vissuto cinque settimane in Devon dalla cugina di mio marito. ma ora e' tornato a casa:-)Baci, grazie delle poesie...fanno bene all'anima. Dani
Giusy | Sabato, 6° marzo 2010 @14:08
Scusami tanto. Volevo menzionare Amenabar. Ma come ho fatto a confondere i cognomi? Sarà l'età, comincio a preoccuparmi. Ciao Lisa
Giusy | Sabato, 6° marzo 2010 @13:59
Bello il tuo articolo,Lisa. Parli anche di Ipazia e questo mi ricorda un magnifico affresco di Raffaello. Ho letto qualcosa sulla sua vita e morte.Spero che il film di Almodòvar esca anche in Italia. ..Commento troppo lungo per i miei gusti.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

