Dentro lo specchio.

Mercoledi, 24° febbraio 2010 @8:10

"E ora sono
così uguale a te, madre,
che non mi riconosco dentro il vetro
di quel ritratto tuo così presente.
Se sapessi che tutto
quello che ho odiato di te e maledicevo
adesso in me lo scopro
così esatto e recente come il cerchio
d’una pietra nell’acqua, ripetuta".
(Juana Castro)

Quanti anni, anni di distanza e litigi e cancellazioni; quanti anni ci sono voluti, per guardarmi allo specchio e vedere te. E provare solo una scintilla di fredda, serena meraviglia.

(Ancora poesia spagnola: i versi di oggi, di Juana Castro, sono tratti dall’antologia "Io sempre a te ritorno – Poesie per la madre", Crocetti)

8 commenti
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vanessa | Venerdi, 26° febbraio 2010 @18:06

qst poesia mi fa pensare tanto a mia madre perche parlavo qualche volta male su di lei e allora nn credo k sia bll parlare male delle prsn mi piace tanto

LISA | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @20:28

Resta, GIUSY, un frammento di vetro nel cuore.

Lila | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @18:41

A me risulta difficile dire "Ti voglio bene" a mia madre. Magari glielo faccio vedere a modo mio. Varie persone mi dicono che assomiglio a lei mentre altre mi dicono che nei modi assomiglio a mia sorella (ma io dove sono?). Naturalmente scherzo, so di avere una mia personalità diversa da quella di mia madre. Per Cam: mi farà piacere scrivere per VOI ogni volta che ne sarò in vena. Ma non sempre riesco ad essere così poetica e poi ho paura di essere mazziata dall'Autrice che non vuole che qui si parli solo di poesia. Un soffio

Sabrina | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @17:56

Mio padre, secondo me, da un po' di tempo a questa parte soffe di depressione e non riesco a farlo capire a mia madre, che non vede la situazione come la vedo io. E'strano a volte come tutto cambi; mentre prima pensavo al modo per andare via, ora sento invece che la vicinanza è indispensabile.

Anna dalla stalla di Versailles | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @17:32

A me è successo diversamente, invece che dallo specchio me lo sono sentita dire da mio fratello, assomigli tanto alla mamma ...... Che guizzo nel cuore ..... Grazie Lisa.
Anna

Cam | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @16:54

A volte riesci a vedere quei cerchi concentrici quando quella MADRE ti è ancora - per poco pochissimo tempo - di fronte e allora fai corse disperate perchè anche lei riesca a vederli standoti ancora - anche solo per un attimo - di fronte.
Come condensare tanta intensità in un solo attimo?

Gabriella | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @16:02

Purtroppo in vita non si riesce ad apprezzare i genitori.Solo quando se ne sono andati li si rimpiange e si rimane con lo strazio nel cuore per non aver fatto di più, per non aver loro detto parole dolci, per non averli fatti felici con poco.

Giusy | Mercoledi, 24° febbraio 2010 @14:37

Come mi ritrovo in questa poesia! Mi ha ricordato i conflitti tra figlia e madre, comuni a tante di noi, poi, quando tutto tace perchè i genitori se ne sono andati, resta una spina nel cuore. Siamo in tanti ad averla. Sei d'accordo Lisa?

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.