Detox.

Martedi, 16° febbraio 2010 @7:59

"Sembrava una drogata, anzi, era una drogata. Pensava a lui in continuazione, oppure pensava che non ci doveva pensare. Sentiva l’odore di lui sui vestiti, l’effluvio un po’ biscottato delle sigarette che ora impregnava il monolocale non più immacolato e tutto ciò che conteneva. Fremeva al suono, o al pensiero, della sua voce. Lei, che aveva sempre riso del cellulare, ora non faceva un passo senza portarlo con sé…"
(Claire Messud)
Ma non voglio, non posso disintossicarmi da te.

(Claire Messud è una scrittrice americana. Questa frase è tratta dal suo romanzo "I figli dell’imperatore", Mondadori, tutto ambientato a Manhattan: l'ho letto qualche anno fa e mi è piaciuto molto, storie intrecciate come in un film di Altman. E un dubbio: ma davvero il detox sentimentale è impossibile?)

17 commenti
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LISA | Sabato, 20° febbraio 2010 @20:48

Per COME SE FOSSI UNA TUA AMICA: per favore, non usare il congiuntivo. Quando scrivi qui, quando leggi qui, SEI UNA MIA AMICA. Semplicemente. E spero che questo blog riesca a tenerti un po' compagnia. A letto, due operazioni... cosa ti è successo? Scrivi, scrivi ancora, ti aspetto.

fossi una tua amica | Sabato, 20° febbraio 2010 @20:41

ho letto questi meravigliosi scritti su uno di quei giornali che in città regalano nei punti d'incontro. Ho trovato particolarmente toccante il lungo dopo forse xkè ho perso ambedue i genitori ed ho pensato subito a loro.sono relegata in un letto ed in attesa di 2 operazioni. mi iace molto scrivere ed adoro leggere. vorrei fare un blog in questi lunghi mesi che mi attendono e che saranno lunghi dolorosi e forse non risolutivi. spero tu mi risponda, io sono di roma, mi scuso per la punteggiatura ed refusi sicuramente trascritti ma scrivo con una sola mano. grazie per averci donato un tocco della tua sensibilità. laura.baccari@gmail

come fossi un'amica di vecchia data | Sabato, 20° febbraio 2010 @19:59

grazie per averci regalato una piccola stilla della tua sensibilità.
laura.baccari@gmail.com

LISA | Mercoledi, 17° febbraio 2010 @7:32

Per GIORGIA: mmmh, hai letto troppa Louisa May Alcott ultimamente? ELENA: il cuore è inesperto, a volte. Ma soprattutto il cuore è indomito (titolo meraviglioso di un vecchio romanzo di Pearl S. Buck che ho ritrovato nella mia libreria. Il libro non so più neppure di cosa parli, ma il titolo ci piace, vero?).

Lei e il suo caffè al ginseng | Mercoledi, 17° febbraio 2010 @2:42

Si proprio così, è qualcosa di cui hai bisogno, come hai bisogno di respirare.
Quando dice "Fremeva al suone, o al pensiero, della sua voce. Lei, che aveva sempre riso del cellulare, ora non faceva un passo senza portarlo con sé…" mi ritornano in mente le paole di Krauss di un Buongiorno dell'anno scorso

"C'era una volta un ragazzo che amava una ragazza e la sua risata era una domada a cui lui avrebbe voluto rispondere per il resto della sua vita."
A volte è così. Perchè una risata ci strega, ci fa innamorare; vogliamo risentirla e sentirla ancora. Speriamo ci accarezzi, lieve; che ci accompagni. Vogliamo che quell risata - quella voce - diventi la colonna sonora della nostra vita.

Lisa non sono solo i versi che pubblichi ma anche le stesse tue parole ad essere la nostra voce e, non di rado, il nostro conforto.

giorgia | Martedi, 16° febbraio 2010 @21:39

Stanotte ho fatto un sogno stranissimo, ero un po' la protagonista di uno di quei romanzi d'appendice di fine 'Ottocento... Ricevevo l'invito di un giovane ufficiale, dovevo uscire con lui, era lo sposo scelto dalla mia famiglia, un matrimonio combinato, di interesse. Mi preparavo e accanto a me c'era mio marito, che vedevo come un ragazzino (anch'io ero giovanssima), come un compagno di scuola. Era triste. E io gli dicevo: "Non temere, ci esco stasera ma solo per mandare tutto all'aria, nessuno potrà mai accettarmi come fai tu, amarmi come tu mi ami, darmi ciò che tu mi dai (e lì vedevo le mie gemelle)".

Elena | Martedi, 16° febbraio 2010 @20:20

Ho vssuto esattamente quello che descrivi. Ed è finita. E ho giurato che non mi sarebbe più successo. Naturalmente mi è successo di nuovo e ancora e di nuovo. Evidentemente l'esperienza è nella testa e nelle mani. Il cuore è inesperto.

Paoli | Martedi, 16° febbraio 2010 @17:59

A dir poco stupenda..

malu63 | Martedi, 16° febbraio 2010 @15:00

Non voglio disintossicatrmi da te, l'amore che mi regala il consorte da 24 anni di matrimonio ha alimentato la nostra vita tutti i giorni è cresciuto pian piano giorno dopo giorno con tutti i dolori della vita, dai dolori si da quelli voglio disintossicarmi, il più grande quello di non poter essere genitori un sogno rinconcorso per 20 anni; non dall'amore di questo voglio goderne perchè mi rende felice.

trex | Martedi, 16° febbraio 2010 @14:10

Il tuo dubbio si trasforma in certezza quando lo provi sulla pelle,quando tutto e tutti ti dicono che devi andare avanti,uscire,ridere,non pensare,dimenticare,addirittura sorvolare..ma quando capita a te le mura di casa sembrano essere la fortezza migliore per sbarrare il dolore,per chiudere la tua vita alla realtà,per stare ferma in questo mondo che continua a girare e non sai più coglierne il senso. Non vorrei ma devo farlo,quando metto il naso fuori dal portone e comincio a macinare passi verso la metro lo sento..quel vuoto impalpabile,che mi investe come aria gelida,taglia il viso,offusca i pensieri,si prende me stessa e lascia sull'asfalto il mio involucro di carne..è panico improvviso,sento le lacrime in bilico nei miei occhi e capisco che dimenticare è impossibile. A volte mi chiedo come sia possibile che la mia mente sia entrata in un tale labirinto,da quale angolo malato del mio io si è insinuato questo amore tossico e insano,cosi profondo da mettere radici.
Lisa,sapere che ruberai le mie parole è un grande onore per me! Leggo i tuoi Buongiorno da molto tempo,come molte persone li faccio miei e mi aiutano ad affrontare la giornata,non ero mai intervenuta prima anche per quel piccolo timore reverenziale che si ha verso le grandi cose,come questo blog...ma in questi due giorni hai scavato dentro me come mai prima e ho sentito il bisogno di condividere i miei pensieri insieme a tutti gli altri. Le tue poesie scolpiscono il cuore.
Ps: ti devo segnalare un'altra dipendenza,molto diffusa,quella che creano il tuo Buongiorno e il tuo blog!! quando sono a casa appena apro gli occhi mi collego al blog,quando esco presto,appena varcata la soglia della metro mi trasformo in un segugio compulsivo-ossessivo: datemi un City!!!

Cherie | Martedi, 16° febbraio 2010 @13:57

...il suo odore sulla mia pelle...ed il suo sguardo negli occhi della gente...

piccola gabry | Martedi, 16° febbraio 2010 @12:54

Drogata di lui, dei suoi occhi, della sua voce, della sua mano che intreccia la mia... dovrei disintossicarmi ma è come una calamita, ogni pensiero, ogni istante è rivolto a lui. Nel nuovo capitolo del mio romanzo mi limiterò a cercare/sperare in un nuovo lavoro, forse così riuscirò a tenere la mente occupata, è pur sempre un inizio...

LISA | Martedi, 16° febbraio 2010 @12:35

Grazie, GIUSY (a proposito: che bel film era "Le fate ignoranti" di Ozpetek!). E sai, in Glam Cheap le scene più incredibili sono quelle copiate direttamente dalla realtà...

Giusy - fata ignorante | Martedi, 16° febbraio 2010 @11:27

Il tuo Glam Cheap mi ha regalato qualche ora di piacevole lettura e molti sorrisi: un intreccio di situazioni divertenti, forse improbabili, forse no, costruito comunque su una base concreta e ahinoi oggi più che mai attuale.
Mi è piaciuto il tuo stile di scrittura; penna leggera e ricca di humor venato di ironia, mentre i monologhi interiori del consorte "slicenziato" fanno da opportuno contrappunto e stendono sul romanzo un sottile velo di amarezza.
A quando il prossimo? Un caro saluto.

Sabrina | Martedi, 16° febbraio 2010 @10:57

Il detox sentimentale è possibile finchè si mantiene un certo distacco, che poi è l'unica cosa che permette un rapporto sereno..Ma il coinvolgimento totale è diverso..Personalmente odio guardare il telefono che non suona e pensare di non doverci pensare,ogni volta penso che piuttosto che stare così sia meglio non avere nessuno a cui pensare. Vorrei solo sapere se agli uomini capita mai, o vivono sempre con quel beato distacco, come lasciano credere. Buona giornata a tutti voi

danielle | Martedi, 16° febbraio 2010 @10:51

quando ci manca tanto una persona la cerchiamo come maniaci ossessivi, ma non ci rendiamo conto che non siamo innamorati ma solo malati d'amore...l'altra sera ero sul terrazzo e il vento mi ha portato il suo profumo mescolato all'odore delle sigarette...sono matta o semplicemente "innamorata"?

Stellina | Martedi, 16° febbraio 2010 @9:45

Drogata, sì, è proprio così che mi sento: drogata di lui, ebbra del suo odore che è ovunque e riaffiora anche solo se è il mio pensiero a condurmi a lui. Perchè intorno a me ogni cosa respira di lui.
Resto nel buio, assuefatta e non voglio, non posso disintossicarmi da lui.
Anche oggi, Lisa il tuo "Buongiorno" colpisce al cuore.

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.