L'amore arriva d'inverno.
Mercoledi, 27° gennaio 2010 @7:30
"Il dolore è un paese dove piove di continuo, ma non cresce nulla. I morti vivono da un’altra parte, con addosso i vestiti con cui li ricordiamo".
(Simon Van Booy)
Il dolore è un paese dove ci si ritrova all’improvviso, senza aver mai voluto entrarci; in questo paese freddo e straniero che non vogliamo chiamare casa ci svegliamo, giorno dopo giorno, e ogni mattina è più difficile alzarsi.
(La frase di oggi è tratta dal libro di racconti di Simon Van Booy, Ponte alle Grazie. Mi aspettavo molto… Ma la cosa più bella del libro in fondo è il titolo: "L’amore arriva d’inverno").
MALU63 | Venerdi, 29° gennaio 2010 @11:31
X Anna lisa, mi dispiace immensamente e le parole giuste sono difficili da trovare,ma devi trovare tanta forza dentro di te per aiutare lei in questo momento in cui qualcosa di gigantesco vi stà travolgendo, ti abbraccio e ti sono vicina.
xoan | Giovedi, 28° gennaio 2010 @23:50
Spero di abbandonare il prima possibile questo piovoso paese. Sarà lei allora a riconoscermi dai vestiti bagnati quando mi vedrà. E se nel frattempo i vestiti si saranno asciutti, allora sarà troppo tardi.
LISA | Giovedi, 28° gennaio 2010 @9:43
Un doppio abbraccio, allora, per ANNALISA FARMACISTA in ospedale, e per l'amata sorella. (E un abbraccio di buon compleanno anche a Simona Pasionaria).
Annalisa farmacista | Giovedi, 28° gennaio 2010 @9:22
Grazie carissime tutte. No, cara Lisa, è l'altra sorella. Quella che ha dieci anni meno di me, diabetica, e alla quale sono affezzionata in un modo quasi morboso (l'altra sorella non me ne voglia). Le ho fatto quasi da mamma, anzi è sempre stata lei a chiamarmi la sua seconda mamma. Purtroppo è in ospedale da più di un mese e adesso dobbiamo aspettare il responso di una biopsia. Questo dice tutto. Io non riesco nemmeno a piangere tanto è grande il dolore che mi prende. Per fortuna il consorte è molto comprensivo e non si lamenta del fatto che passi più tempo in ospedale che a casa con lui. Capisce e mi stringe forte quando mi vede triste. E così mi sono sentita anche con voi. Grazie veramente.
Io vivo per lei | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @19:22
E' il titolo di una stupenda canzone cantata da Bocelli e Giorgia. Io vivo per...la primavera, l'amore durante gli inverni (ma anche nelle estati), vivo per chi mi ama, vivo per la poesia, per la musica e per tutto quello di bello che esiste al mondo. Mi unisco ad Anna e a Manu per mandare soffi stratosferici ad Annalisa e alla sua sorella. Volevo anche ricordare che oggi è la giornata della memoria. Ricordiamoci quante persone sono morte per il sentimento contrario all'amore. p.s. oggi è anche il compleanno della più simpatica zia pasionaria che abbia mai conosciuto. Tanti auguri Simona.
ultimo | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @18:29
il dolore che assaggia i nostri corpi. Il dolore che fruga il nostro cuore, il dolore è l'essenza stessa dell'amore.
LISA | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @17:17
Tua sorella, ANNALISA FARMACISTA? Tua sorella mamma, e poi aspirante, e poi di nuovo mamma, a cui avevi regalato i miei libri? Annalisa, fammi sapere, facci sapere. Forse un abbraccio virtuale non può scaldare, nel paese del dolore, ma ti abbraccio lo stesso.
Manu su (H)onda | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @14:08
Annalisa , mi unisco ad Anna e soffio affinché tu e la tua famiglia ritorniate nel paese della gioia .
Un abbraccio
Anna dalla stalla di Versailles | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @13:53
Tanti soffi per Annalisa.
Il paese del dolore è l'unico che, prima o poi, tutti visitano ... purtroppo. Per fortuna, anche se più raramente, c'è anche quello della gioia.
Un caro saluto a Lisa e a tutte voi.
Annalisa farmacista | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @13:03
Siamo arrivati in questo paese del dolore. Io e la mia famiglia. Piove tanto. E anche se c'è l'amore non riusciamo a scaldarci. Fa freddo e anche conosolarci diventa difficile. Sono in attesa di una notizia che non mi fa respirare: potrebbe nella peggiore delle ipotesi trattarsi di una cosa grave a mia sorella che mi lascia senza fiato. La frase di oggi mi ha colpito. Sembra che tu Lisa mi stessi pensando. E allora grazie anche per questa fortuita coincidenza. Ho bisogno di parole e di pensieri per rendere meno triste il passaggio.
Diletta | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @11:42
Ogni giorno leggo il buongiorno, forse la funzione di quel piccolo e magico giornale si risolve in quelle poche righe scritte sulla testata. Forse mi sbaglio ma credo che ogni singola parola è parte di un puzzle fatto di sogni. Grazie per le dolci parole e grazie, oggi, per parole di riflessione. ( IL Mondo è anche questo)
CLAUDIO | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @10:43
.....senza l' Amore, la Vita è una giornata con un cielo nero, con pioggie e freddo.
Proprio, come scrive Lisa.
Senza l'Amore, si commettono gravi errori; oggi, ricordiamo la Shoah.
Buona giornata a tutti.
Manu | Mercoledi, 27° gennaio 2010 @9:33
Hai ragione il titolo è proprio bello e molto "vero". E' vero, spesso l'amore arriva d'inverno, a scaldarci il cuore ed a farci vivere ogni abbraccio come se fosse l'unica fonte di calore possibile.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

