Certi deserti, certe Afriche, certi sogni.
Mercoledi, 16° dicembre 2009 @8:21
"I deserti non sono quelle solitudini
che animano i confini del Sahara ma i silenzi
che nascono dentro, quando si smette di sognare".
(Dino Azzalin)
Chiudi gli occhi. Dentro di te, tutti i sogni possibili: i sogni di chi ha attraversato il deserto o l’oceano; di chi si è fermato a un incrocio ed ha sentito battere il cuore delle città. Chiudi gli occhi. Ascolta il tuo sogno.
(I versi di oggi, del poeta italiano Dino Azzalin, sono tratti dal libro "Deserti", Crocetti Editore)
Il sogno del mio amico Mauro Querci, giornalista (ora a Flair) e viaggiatore, era il deserto. Deserto, anzi deserti: da esplorare, fotografare, raccontare. Un sogno che è diventato un libro, che ho davanti in questo momento: "Certe Afriche – Storie e geografie di un amore". Dal Congo alla Mauritania, dal Gabon alla Namibia: un diario di viaggio e una guida, una raccolta di foto e di storie: con gli occhi di chi viaggia in Africa da quindici anni, innamorandosene ogni volta. Ma il sogno è anche un sogno di solidarietà: il ricavato delle vendite del libro, infatti, andrà interamente a un progetto di agricoltura sostenibile in Sudan, della Onlus Cefa di Bologna: http://www.cefaonlus.it/news-&-events/certe-afriche-un-libro-di-mauro-querci-per-i-progetti-cefa-in-sudan.asp
Il libro, che è autoprodotto (a proposito di sogni!), si trova in piccole librerie specializzate, ma l’idea è farlo conoscere e venderlo via web. Per saperne di più: mauro.querci@alice.it
Mi spiace non potervi far vedere le foto, che sono stupende. Come l’impaginazione, firmata da un’amica mia e di Mauro, Valeria Settembre, che è art director di Elle Décor. Mi piace tutto di questo libro: soprattutto l’energia, la forza nel portare avanti i propri sogni.
LISA | Venerdi, 18° dicembre 2009 @8:08
Che bel nickname, 33 GIRI. (Come mai l'hai scelto?). E - ho visto - quante vibrazioni. Mi piace quando le parole che scelgo risuonano anche dentro di voi. Anche nei deserti, dove succedono sempre cose straordinarie.
33giri | Venerdi, 18° dicembre 2009 @:38
sto ascoltando il mio sogno nel mio deserto interiore..lo cerco tra le dune del mio cuore...
LISA | Giovedi, 17° dicembre 2009 @7:26
Che bello il calendario dell'avvento poetico, CARLA! E molto romantico coniugale prepararlo per il consorte. Buone feste.
carla | Mercoledi, 16° dicembre 2009 @19:48
Riesco a risponderti solo adesso e ti racconto com'è il mio casalingo calendario dell'avvento: un grosso babbo natale di pannolenci pieno di caramelle per i miei tre bambini e i tuoi buongiorno per il Mio Consorte.
E quello di oggi è perfetto per domani!
Marco | Mercoledi, 16° dicembre 2009 @13:39
Stupenda..leggo sempre i tuoi versi sul giornale...bravissima..:)
CLAUDIO | Mercoledi, 16° dicembre 2009 @10:41
....un ispirazione per sognare......
In un' immenso buco della terra, un imponente cascata lascia precipitare le proprie acque.
Da questo cratere, si eleva una nube di particelle d'acqua, e, un arcobaleno, fa da cornice.
Ho provato a descrivervi la foto che ho messo come desktop per il mio PC.
Buona giornata a tutti.

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.
Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...
E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.
Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.

