L'Autrice s/connessa.

Lunedi, 4° maggio 2009 @10:40

L’autrice e’ tornata. Ancora s/connessa, a dir la verita’, perche’ gli aggiustatori di computer nel mio altrove straniero hanno sentenziato che il mio MacBook e’ irrecuperabile. Mi sono concessa un doppio caffe’ per riprendermi, e adesso sto litigando con questo computer consonantico, che ha una tastiera strana, visto che siamo nel paese delle consonanti… Cerco comunque di mettervi on line i Buongiorno della scorsa settimana. Se il computer consonantico acconsente.

APRILE 27

"E’ che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna".
(Neruda)

Forse perché, insieme ai fiori che ritornano e sbocciano, prepotenti, coraggiosi, come ogni primavera, ritornano anche i ricordi. Il passato si intreccia al presente e mette foglie verdi, e vere.

APRILE 28

"Tutto quel che ora esiste
non è mio.
L’uomo che si sta facendo la doccia
non è mio.
L’uomo che è stanco di correre nei miei labirinti
non è mio.
L’uomo educato che si lima le unghie
prima di grattare la mia monotonia
non è mio.
L’uomo che nutre tutto quel che mi circonda
e dimentica la mia fame
non è mio?.
(Hamda Khamis)

Ma io questo voglio: un amore, tutto per me. Da non dividere con nessuno. Mio.

(La poetessa Hamda Khamis vive in Bahrain. I versi sono tratti dalla bellissima antologia di poetesse arabe contemporanee, che ho spesso saccheggiato, intitolata "Non ho peccato abbastanza", Mondadori)

APRILE 29

"Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che altissima allegria:
vivere nei pronomi!
Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
tra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu?.
(Pedro Salinas)

Ci sarai solo tu, inutile il nome e il cognome: tu, che esisti, semplicemente, per me.

(Il poeta spagnolo Pedro Salinas e’ una nuova, meravigliosa scoperta. E devo dire grazie all’ambasciatore italiano qui nel mio altrove straniero, che una sera mi ha parlato di quella che lui chiama la "poesia dei pronomi", e poi mi ha prestato il libro: "La voce a te dovuta", Einaudi. Questa e’ la XIV poesia della raccolta, uscita nel 1933. Poesia dei pronomi, appunto: perche', per chi mi ama, non ho piu' nome e cognome, sono leggera e unica, sono semplicemente io. Rispondo semplicemente al "tu". Grazie all'amico ambasciatore, di tutto. E a tutti quelli che mi indicano nuove strade di poesia)

APRILE 30

"E davanti a loro la vita risplendeva come in una notte buia una riva piena di luci".

(Nina Berberova)

Così mi sembra la vita, quando sono insieme a te: così mi piace la vita, quando sono insieme a te. E’ semplice: guardo la linea dell’orizzonte, guardo le luci che brillano, mi sento parte di tutto, delle luci, della notte, del mare. Di te.


(La frase della scrittrice russa Nina Berberova e’ tratta dai racconti "Dove non si parla d’amore", Adelphi)

MAGGIO 4

"Non uso la disperazione, non è cosa mia
me l’hanno solo affidata in custodia".

(Wislawa Szymborska)

No, non è cosa mia. La disperazione è entrata dalla porta senza bussare, si è incollata alla mia ombra, dorme sul mio cuscino. Apro gli occhi al mattino e la ritrovo lì, con la sua polvere di incubi e di paure. Ma non mi appartiene. So che un giorno, come è arrivata, sparirà. Lo so. E, semplicemente, aspetto.

(I versi di oggi, della poetessa polacca Wislawa Szymborska - che, come sapete, e’ una delle mie poetesse preferite – sono tratti dall'antologia pubblicata da Adelphi)

3 commenti
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giusyliberti@libero.it | Lunedi, 28° dicembre 2009 @23:52

cara lisa,il tuo primo libro mi è stato consigliato da una carissima amica:tua madre Toia.E' stato letto e apprezzato. come va la vita?

giusyliberti@libero.it | Lunedi, 28° dicembre 2009 @23:52

cara lisa,il tuo primo libro mi è stato consigliato da una carissima amica:tua madre Toia.E' stato letto e apprezzato. come va la vita?

finalmente | Giovedi, 23° luglio 2009 @12:52

bentornata

Lisa Corva

Lisa Corva scrive. Libri inutilmente utili, pezzi finto-glam, buongiorno poetici, sms con le faccine da teenager reloaded. E, ovviamente, post sul suo blog.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il suo iPhone anche se non ha ancora capito bene come usarlo, ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (non ci ha mai vissuto, ma questo è solo un dettaglio). Per quello che la riguarda, passerebbe il tempo seduta a un caffè di Piazza Unità, a leggere e guardare il mare. O anche sulla High Line, la passeggiata design e sopraelevata a Manhattan, a fare un po’ di shoe-watching e people-watching (due passatempi egualmente interessanti). Nell’attesa di realizzare il suo sogno, ha messo una foto del Molo Audace (che è Trieste, of course) come salvaschermo sul suo laptop. Siamo d’accordo, non è proprio la stessa cosa...

E’ recentemente fuggita da Milano, ma è rimasta (anche) una giornalista finto glam: scrive di moda per Grazia, pur avendo la strana sensazione che alle sfilate le sfugga sempre qualcosa di fondamentale (forse perché è relegata in ultima fila; posto: standing). Come la protagonista del suo ultimo romanzo, è la fiera proprietaria di un paio di sandali Caovilla tutto glitter, sui quali ha da poco imparato a camminare senza cadere.

Ma quello che più le piace è cercare schegge di poesia quotidiana per la sua rubrica su City: un Buongiorno da leggere in metropolitana, in tram, al semaforo rosso dell’incrocio, oppure qui sul blog… Flash luminosi di poesia, per camminare nella vita senza inciampare. Parola di chi ama le infradito.